Origine delle bioplastiche

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Oggi la maggior parte delle bioplastiche proviene dalla biomassa, per questo vengono chiamate bio-based (come da norma EN 16575 : 2004 (https://www.boutique.afnor.org/norme/nf-en-16575/produits-biosources-vocabulaire/article/810174/fa178684). Alcuni polimeri biodegradabili vengono ancora ottenuti a partire da risorse fossili, ma il loro numero è molto basso (principalmente PBAT e PCL). La biomassa utilizzata per la fabbricazione dei polimeri bio-based è principalmente rinnovabile e proviene da diverse attività come l’agricoltura o l’industria agroalimentare. Nelle diverse fasi dell’elaborazione della biomassa, la fermentazione batterica di zuccheri con diverse origini è la chiave. È infatti mediante questi procedimenti che si ottengono le molecole piattaforma della chimica verde che possono essere utilizzate come monomeri per la produzione di polimeri bio-based.

Le diverse categorie all'origine delle bioplastiche

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1° generazione (alimentare)

1ere génération

Oli vegetali: soia, palma, girasole, ricino, colza, ecc.
Amido: mais, grano, patata, tapioca, ecc.
Glucosio : canna da zucchero, barbabietola, ecc.

2° generazione (non alimentare)

Nature et Bioplastique
Biomassa lignocellulosica: legno, co-prodotti o rifiuti dell’agricoltura o del legno (cascami di canne da zucchero, pacciamatura, ecc.)
Rifiuti urbani: rifiuti organici, acque reflue, ecc.

3° generazione (non alimentare; coltivabile fuori terreno)

les algues

Microrganismi: microalghe, batteri, funghi, lieviti, ecc.

Oggi, le principali risorse sono cerealicole (amido di mais o grano idrolizzato) o direttamente provenienti dall’industria zuccheriera (canna da zucchero, barbabietole, melassa).

Impatto ambientale dell’utilizzo della biomassa  per la produzione di plastiche di origine vegetale:

I polimeri bio-based sono oggi prodotti per la maggior parte con risorse rinnovabili che possono entrare in concorrenza con altre applicazioni e, in particolare, con l’alimentazione umana o animale. Tuttavia, la quota attribuita alla fabbricazione delle bioplastiche resta molto marginale (circa lo 0,02% della superficie agricola globale).
Global zone

Norme e certificazioni delle plastiche bio-based

Oggi sono due le principali norme che permettono di misurare la percentuale di risorse rinnovabili presenti in un un polimero :

ASTM D6866 / ISO 16620-2 

Per datazione al radiocarbonio, è possibile determinare la percentuale di carbonio proveniente da risorse rinnovabili in un materiale confrontandola con il carbonio proveniente da risorse fossili. Infatti, il tenore di carbonio 14 di un elemento proveniente dalla biomassa è molto caratteristico rispetto a un composto derivato dal petrolio che ne contiene poco o nulla. La misura della proporzione di carbonio bio-based diventa quindi molto semplice.

EN 16785-1 

Questa norma permette di determinare il tenore bio-based mediante un’analisi al radiocarbonio e un’analisi elementare. In questo modo è possibile ottenere una misura più precisa, perché questa norma considera anche gli atomi di ossigeno, azoto e idrogeno oltre agli atomi di carbonio.

OK BIOBASED / DIN CERTCO

Sulla base delle prove conformi alle norme qui indicate, è possibile ottenere attestati che diano maggiore visibilità ai materiali e ai prodotti certificati.

Oggi, per ottenere questi attestati occorre rivolgersi a due organismi europei :