Trasformazione delle materie bioplastiche

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Dalla tipologia di bioplastica utilizzata dipenderà la  possibilità di trasformarla con maggiore o minore difficoltà  rispetto ai polimeri convenzionali mediante le attrezzature standard della plasturgia  di iniezione o estrusione.

A causa della somiglianza con i materiali standard, alcuni polimeri provenienti da risorse vegetali e non biodegradabili possono effettivamente essere trasformati esattamente nelle stesse condizioni, perché il passaggio da una versione derivata dal petrolio a una bio-based avviene in maniera semplificata per il trasformatore.

In questo caso, le  indicazioni di trasformazione  mediante iniezione ed estrusione  saranno le stesse relativamente a temperatura, eventuale essiccazione, pressioni, ecc. Sarà inoltre possibile utilizzare le tecnologie di modifica delle proprietà già conosciute (mescole madri, coloranti, ecc.). La fabbricazione di prodotti a partire dai materiali di questa famiglia sarà semplificata.

Nel caso di bioplastiche caratterizzate da  strutture chimiche nuove, come i polimeri convenzionali, ognuna avrà le proprie specificità. Questi materiali sono per la maggior parte biodegradabili e, per questo motivo, occorre prestare  particolare attenzione alla presenza di umidità e alle temperature impiegate.

Infatti, queste plastiche biodegradabili sono composte da poliesteri, per definizione sensibili all’idrolisi. Le temperature di trasformazione  mediante iniezione ed estrusione  utilizzate per questi materiali (tra 130 e 200°C circa) rendono infatti molto rapida e potenzialmente importante questa reazione tipica della degradazione dei poliesteri. Questa reazione è quindi agevolata poiché la loro biodegradabilità li rende sensibili all’idrolisi. Dato che questi polimeri devono essere sottoposti a un’essiccazione efficace, potrebbe essere necessario l’utilizzo di un essiccatore.

Allo stesso modo, sono molto spesso sensibili all’esposizione termica, anche in assenza di acqua. Nei procedimenti durante i quali possono verificarsi tempi di attesa prolungati (tipicamente nello stampaggio mediante iniezione), non è raro riscontrare una degradazione termica dei materiali quando le tempistiche dei cicli sono troppo lunghe. Occorre quindi prendere in considerazione questi fenomeni nella scelta dei materiali, delle attrezzature e dei mezzi da adottare per evitarli (utilizzo di additivi, ecc.).  Scoprite le nostre attività di ricerca e sviluppo.

In breve, le bioplastiche possono generalmente essere elaborate dalle attrezzature convenzionali di trasformazione senza dover operare modifiche sostanziali e vengono utilizzate principalmente con i seguenti procedimenti :

  • Estrusione di film, tubi, profilati, ecc.
  • Soffiaggio di corpi cavi (estrusione e iniezione)
  • Stampaggio per iniezione
  • Termoformatura