I vantaggi tecnici delle bioplastiche

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Le proprietà delle bioplastiche vengono spesso sminuite,  come se si trattasse di materiali di serie B rispetto ai polimeri convenzionali.

Effettivamente, per alcuni materiali esistono differenze che richiedono adattamenti, tanto a livello della trasformazione quanto a quello delle proprietà d’uso.  Altri materiali, invece, possiedono esattamente le stesse capacità e arrivano addirittura a superare materiali derivati dal petrolio come, ad esempio, il poliammide 11.

L’utilizzo di bioplastiche offre quindi anche diversi tipi di vantaggi tecnici :

  • Proprietà intrinseche
  • Biodegradabilità
  • Nuove funzionalità

Proprietà intrinseche 

Il polietilene furanoato (PEF) rappresenta un esempio concreto dei vantaggi tecnici che è possibile ottenere con l’utilizzo di una bioplastica. Si tratta di un nuovo polimero che verrà lanciato sul mercato intorno al 2020 e che farà concorrenza al PET grazie alle seguenti caratteristiche :

  • 100% bio-based, sempre trasparente e riciclabile : utilizzo e fine vita identici al PET.
  • Effetto barriera 10 volte maggiore al diossigeno e 2 volte maggiore al diossido di carbonio e al vapore acqueo : permette, ad esempio, di diminuire lo spessore delle pareti degli imballaggi (bottiglie di bevande gassate).
  • La temperatura di transizione vetrosa (Tg) è più alta di 12 °C e permette quindi il riempimento a caldo, operazione impossibile con un PET amorfo standard.
  • La temperatura di fusione è più bassa di 30 °C e permette quindi un guadagno energetico per la trasformazione.

Biodegradabilità 

Questa proprietà permette di offrire nuove funzionalità apprezzate dagli industriali. Può essere infatti interessante fabbricare un prodotto che presenta una durata di utilizzo prestabilita e che, al termine della quale, si biodegraderà nel suo ambiente di utilizzo con modalità che non risultano inquinanti per l’ecosistema. Attualmente, il principale esempio nel settore della plasturgia è il film per pacciamatura agricola : la sua funzione principale è quella di regolare la temperatura del terreno, mantenendo un’umidità relativa che favorisca la crescita della vegetazione. Oggi è possibile produrre questo tipo di film per pacciamatura con polimeri biodegradabili. In questo caso il vantaggio è doppio :
  • il coltivatore può lasciare nel terreno i frammenti del film biodegradabile dopo che avrà assolto alla sua funzione, evitando così di dover raccogliere e smaltire un prodotto analogo ma non biodegradabile.
  • il terreno risulterà arricchito con materiali organici ed elementi nutritivi grazie alla biodegradazione della pacciamatura.
È possibile menzionare altri esempi di applicazioni nel settore dell’agricoltura e dell’orticoltura (fascette per i vigneti e per i pomodori), in quello della caccia (cartucce, ecc.) o in quello pirotecnico (vedi il progetto MATADORE).

Nuove funzionalità

La biodegradabilità può inoltre essere sfruttata per conferire nuove funzionalità al prodotto. È quindi possibile incorporare additivi specifici che potranno essere rilasciati nel corso dell’utilizzo o durante la decomposizione. La biodegradazione assume quindi anche un valore tecnico aggiunto durante l’utilizzo e non solo a fine vita. Sarà quindi possibile ottenere le seguenti funzioni (e non solo!) :
  • Attrazione (nocivi, insetti, ecc.)
  • Repulsione (nocivi, insetti, ecc.)
  • Nutrizione (vegetali, ecc.)
  • Disinquinante (acqua, terreno, ecc.)