{"id":7261,"date":"2017-10-27T07:29:48","date_gmt":"2017-10-27T05:29:48","guid":{"rendered":"https:\/\/sc2leje1101.universe.wf\/e-se-la-plastica-di-domani-fosse-fatta-di-gamberetti\/"},"modified":"2017-10-27T07:29:48","modified_gmt":"2017-10-27T05:29:48","slug":"e-se-la-plastica-di-domani-fosse-fatta-di-gamberetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/natureplast.eu\/it\/e-se-la-plastica-di-domani-fosse-fatta-di-gamberetti\/","title":{"rendered":"E se la plastica di domani fosse fatta di gamberetti?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 risaputo che la plastica \u00e8 diventata un vero e proprio flagello per la flora e la fauna. Ogni anno vengono prodotti diversi milioni di tonnellate di plastica e solo una minima parte di essa \u00e8 biodegradabile. Questi rifiuti, lasciati a decomporsi in natura, impiegano decenni o addirittura centinaia di anni per degradarsi (un sacchetto di plastica impiega pi\u00f9 di 400 anni per degradarsi) e si accumulano, soprattutto negli oceani, dove disturbano l&#8217;habitat degli organismi marini e li uccidono.  <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per risolvere questo problema, i ricercatori dell&#8217;Universit\u00e0 di Harvard hanno avuto l&#8217;idea di mescolare le proteine della seta con i sottoprodotti dei gamberi per creare una bioplastica. Tutto \u00e8 iniziato con la biomimetica: ispirandosi agli esseri viventi, in questo caso un&#8217;ala di insetto, hanno notato che combinava le propriet\u00e0 della plastica derivata da risorse fossili, ovvero flessibilit\u00e0, trasparenza e resistenza. Sono riusciti a riprodurre questo comportamento grazie al chitosano, uno dei materiali organici pi\u00f9 abbondanti sulla Terra e componente del guscio dei crostacei. I vantaggi del chitosano sono numerosi, grazie alle sue interessanti propriet\u00e0 e alla sua biodegradabilit\u00e0. Poich\u00e9 i rifiuti dei gamberi sono solitamente inutilizzati e presenti in grandi quantit\u00e0, l&#8217;utilizzo di questa risorsa poco costosa permetterebbe di recuperare i rifiuti organici evitando che vengano gettati via.    <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questo biomateriale, soprannominato &#8220;Shrilk&#8221; da gamberi e seta, \u00e8 flessibile, resistente anche quando \u00e8 bagnato e, soprattutto, completamente biodegradabile nel giro di poche settimane. Un altro vantaggio \u00e8 che la sua biodegradazione rilascia un fertilizzante che pu\u00f2 essere utilizzato per far crescere le piante. Questa innovazione, ancora in fase di sviluppo, pu\u00f2 essere modellata o iniettata. Potendo essere prodotta a livello industriale, potrebbe sostituire la plastica in alcuni settori, in particolare quello degli imballaggi e quello medico. Dando valore a un co-prodotto, la carcassa di gambero, che attualmente non ne ha perch\u00e9 \u00e8 considerata un rifiuto, e contribuendo a preservare l&#8217;ambiente, questo materiale innovativo \u00e8 promettente e fa ben sperare per il futuro.    <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">FONTE : <\/span><a href=\"http:\/\/www.maxisciences.com\/plastique\/et-si-le-plastique-de-demain-etait-fabrique-a-partir-de-crevettes_art39729.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">http:\/\/www.maxisciences.com\/plastique\/et-si-le-plastique-de-demain-etait-fabrique-a-partir-de-crevettes_art39729.html<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 risaputo che la plastica \u00e8 diventata un vero e proprio flagello per la flora e la fauna. Ogni anno vengono prodotti diversi milioni di tonnellate di plastica e solo una minima parte di essa \u00e8 biodegradabile. Questi rifiuti, lasciati a decomporsi in natura, impiegano decenni o addirittura centinaia di anni per degradarsi (un sacchetto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1862,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[77],"tags":[],"class_list":["post-7261","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie-sulle-bioplastiche"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/natureplast.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7261","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/natureplast.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/natureplast.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natureplast.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natureplast.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7261"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/natureplast.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7261\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/natureplast.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1862"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/natureplast.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7261"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/natureplast.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7261"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/natureplast.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7261"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}