{"id":7494,"date":"2022-04-14T13:58:53","date_gmt":"2022-04-14T11:58:53","guid":{"rendered":"https:\/\/sc2leje1101.universe.wf\/plastiche-di-origine-biologica-dalla-biomassa-al-mercato\/"},"modified":"2022-04-14T13:58:53","modified_gmt":"2022-04-14T11:58:53","slug":"plastiche-di-origine-biologica-dalla-biomassa-al-mercato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/natureplast.eu\/it\/plastiche-di-origine-biologica-dalla-biomassa-al-mercato\/","title":{"rendered":"Plastiche di origine biologica, dalla biomassa al mercato"},"content":{"rendered":"<p>Oggi le<strong> plastiche biobased<\/strong> stanno emergendo come alternativa ai polimeri derivati dal petrolio. Di fronte alle sfide ambientali poste dall&#8217;estrazione delle risorse fossili, rappresentano un modo per ridurre l&#8217;impatto della produzione di plastica sull&#8217;ambiente. <\/p>\n<p><strong>Non sono necessariamente biodegradabili<\/strong>, ma in molti casi eliminano la necessit\u00e0 di utilizzare il petrolio come materia prima.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Plastiche biobased: definizione<\/h2>\n<p>Quando utilizziamo il termine biobased come definito dalla norma EN 16575:2014, consideriamo la percentuale del prodotto che deriva dalla <strong>biomassa<\/strong>. Questa origine pu\u00f2 essere totale o parziale, in quanto nessuno standard attualmente specifica il contenuto minimo che un materiale deve contenere per qualificarsi per questa denominazione. <\/p>\n<p>La biomassa utilizzata per la produzione di plastiche di origine biologica proviene da diverse fonti, tra cui l&#8217;agricoltura e l&#8217;industria alimentare. Nelle varie fasi di lavorazione della biomassa, la fermentazione batterica di zuccheri di diversa origine \u00e8 il punto chiave. <\/p>\n<p>\u00c8 attraverso questi processi che si ottengono le <strong>molecole piattaforma della chimica verde, che<\/strong> possono poi essere utilizzate come monomeri per la produzione di plastiche di origine biologica.<br \/>\nLe biomasse utilizzate possono essere molto varie e sono generalmente classificate per generazione in base al modo in cui vengono prodotte o ottenute:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>1a generazione<\/strong> (utilizzando le risorse alimentari) :\n<ul>\n<li>Oli vegetali: soia, palma, girasole, ricino, colza, ecc.<\/li>\n<li>Amido: mais, grano, patata, tapioca, ecc.<\/li>\n<li>Glucosio: canna da zucchero, barbabietola, ecc.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li><strong>Seconda generazione<\/strong> (utilizzando risorse non alimentari) :\n<ul>\n<li>Biomassa lignocellulosica: legno, co-prodotti o rifiuti dell&#8217;agricoltura o dell&#8217;industria del legno (bagassa di canna da zucchero, paglia, ecc.).<\/li>\n<li>Rifiuti urbani: rifiuti organici, acque reflue, ecc.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li><strong>Terza generazione<\/strong> (colture senza suolo, non alimentari) :\n<ul>\n<li>Microrganismi: microalghe, batteri, funghi, lieviti, ecc.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>L&#8217;uso di biomassa di prima generazione \u00e8 stato per anni controverso, a causa della sua potenziale competizione con gli usi alimentari e del suo impatto sulla superficie di terreno arabile utilizzata.<br \/>\nTuttavia, la coltivazione dedicata di biomassa per la produzione di plastica \u00e8 attualmente marginale, rappresentando solo <strong>lo 0,02% del terreno arabile<\/strong>:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-8808\" src=\"https:\/\/natureplast.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Land_use_estimation_2018-2023_agri_en-1024x566.jpg\" alt=\"plastiche a base biologica\" width=\"765\" height=\"423\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inoltre, lo sviluppo di queste plastiche non dovrebbe aumentare la quantit\u00e0 di terreno agricolo necessario per la loro produzione. Infatti, con l&#8217;utilizzo di biomasse di seconda e terza generazione, attualmente in fase di sviluppo e industrializzazione, le materie prime richiederanno sempre meno risorse alimentari e terreni. <\/p>\n<p>Attualmente numerosi progetti stanno cercando di produrre polimeri come i PHA dai rifiuti (vedi i progetti <a href=\"https:\/\/www.urbiofin.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">URBIOFIN<\/a> e <a href=\"https:\/\/natureplast.eu\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">WOW!<\/a>) per limitare l&#8217;uso di materie prime nobili, migliorare il recupero dei rifiuti e promuovere cos\u00ec un&#8217;economia circolare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Materiali e standard<\/h2>\n<p>Le plastiche biobased rappresentano oggi la stragrande maggioranza delle bioplastiche prodotte in tutto il mondo<a href=\"https:\/\/natureplast.eu\/it\/pp-raisin-moyenne-exemple-de-coloration-2-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">(vedi il nostro ultimo aggiornamento<\/a>). Alcune sono <strong>equivalenti chimici di<\/strong> polimeri esistenti<a href=\"https:\/\/natureplast.eu\/projet\/agroboost\/logos-projets-agroboost-300x150\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">(PET<\/a>, <a href=\"https:\/\/natureplast.eu\/it\/projet\/agroboost\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">PE<\/a> o <a href=\"\/?p=1540\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">PA<\/a> di origine biologica), mentre altre offrono strutture innovative e <strong>spesso biodegradabili<\/strong><a href=\"\/?p=1099\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">(PLA<\/a>, <a href=\"https:\/\/natureplast.eu\/projet\/agroboost\/logos-projets-agroboost-300x150\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">PHA<\/a>, <a href=\"https:\/\/natureplast.eu\/projet\/coproplast\/2logos-300x151\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">PBS<\/a>, ecc.), anche se queste due funzionalit\u00e0 non sono collegate. <\/p>\n<p>Per quantificare il contenuto di biomassa delle plastiche biobased si utilizzano principalmente due standard:<\/p>\n<ul>\n<li>Lo standard ASTM D6866 \/ ISO 16620-2, che misura il livello di <strong>carbonio rinnovabile<\/strong> in un solido, un liquido o un gas mediante l&#8217;analisi al radiocarbonio. Tuttavia, questo standard \u00e8 limitato agli atomi di carbonio. <\/li>\n<li>Standard EN 16785-1, che determina il contenuto biobased utilizzando il radiocarbonio e l&#8217;analisi elementare. Questo standard prende in considerazione anche gli atomi di O, N e H. <\/li>\n<\/ul>\n<p>Questi standard forniscono la <strong>prova del<\/strong> contenuto biobased di materie prime, composti o prodotti finiti.<\/p>\n<p>Diverse etichette commercializzate dagli enti di certificazione permettono inoltre di comunicare i risultati ottenuti, generalmente partendo da un contenuto biobased del 20%.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Vantaggi dell&#8217;utilizzo di plastiche biobased<\/h2>\n<p>Il principale vantaggio dell&#8217;utilizzo di plastiche di origine biologica \u00e8 di tipo ambientale. La loro produzione parziale o totale da biomassa le rende<strong> pi\u00f9 efficienti in termini di criteri ambientali<\/strong> come il cambiamento climatico (emissioni di gas serra) e l&#8217;uso di risorse fossili<a href=\"https:\/\/natureplast.eu\/es\/application\/medico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">(vedi il nostro articolo su questo argomento<\/a>). In questo modo, consentono di riciclare la biomassa (rifiuti, co-prodotti, ecc.) e di ridurre la dipendenza del settore della plastica dal petrolio.  <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-3332\" src=\"https:\/\/natureplast.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/nature-bioplastique-1024x610.jpg\" alt=\"Plastica a base biologica\" width=\"728\" height=\"434\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da un punto di vista tecnico, le <strong>plastiche biobased<\/strong> con una struttura identica a quella dei polimeri a base di petrolio avranno le stesse propriet\u00e0 e richiederanno quindi un investimento minimo per il loro utilizzo. I polimeri con strutture nuove e innovative hanno propriet\u00e0 specifiche che permettono loro di acquisire <strong>nuove funzionalit\u00e0<\/strong>, come la biodegradabilit\u00e0 in alcuni casi. <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Informazioni su NaturePlast<\/strong> NaturePlast \u00e8 un&#8217;azienda francese con sede in Normandia (Ifs &#8211; 14), specializzata in bioplastiche. Con oltre 10 anni di esperienza in questo settore, dispone del pi\u00f9 ampio portafoglio di materie prime e composti di origine biologica e\/o biodegradabile in Europa.  Con la sua filiale BiopolyNov, inoltre, supporta i produttori dalla nascita all&#8217;industrializzazione dei loro progetti di innovazione. Grazie al know-how in materia di R&amp;S acquisito nel corso degli anni, NaturePlast e BiopolyNov sono oggi esperte nello sviluppo e nella produzione di formulazioni per i clienti o per progetti di collaborazione. <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi le plastiche biobased stanno emergendo come alternativa ai polimeri derivati dal petrolio. Di fronte alle sfide ambientali poste dall&#8217;estrazione delle risorse fossili, rappresentano un modo per ridurre l&#8217;impatto della produzione di plastica sull&#8217;ambiente. 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