Il mercato delle plastiche biologiche e/o biodegradabili è in continua evoluzione. Dopo diversi anni di lenti progressi, la consapevolezza dell’industria e della società ha permesso al mercato di svoltare e di entrare in una fase di crescita molto più significativa. Ciò è dovuto principalmente a un forte aumento dell’offerta di polimeri biodegradabili, che dovrebbe portare la capacità produttiva totale a 7,5 MT all’anno entro il 2028, più di 3 volte la capacità produttiva attuale.
I polimeri di origine biologica e/o biodegradabili dovrebbero rappresentare oltre il 2% della capacità produttiva mondiale di polimeri.

Una gamma sempre più ampia di applicazioni
I polimeri con le maggiori quote di mercato sono oggi il PLA e la famiglia delle poliammidi biobased, seguiti da vicino dai PTT (poliesteri parzialmente biobased) e dal PE biobased.
Gli sviluppi dei prossimi anni dovrebbero finalmente vedere un aumento dell’offerta di PHA.
Non sorprende nemmeno vedere che la maggior parte del mercato delle bioplastiche si concentra nelle applicazioni di imballaggio, sia flessibile che rigido, che attualmente rappresentano più della metà di tutti gli sbocchi.

Una delle aree più promettenti è quella dellastampa 3D, in cui le bioplastiche giocano un ruolo fondamentale. Utilizzando filamenti biodegradabili, ad esempio, questa tecnologia può essere impiegata per creare oggetti su misura, con prospettive affascinanti per la produzione di parti personalizzate in diversi campi, dalla medicina agli oggetti di uso quotidiano.
C’è anche un crescente interesse nel far corrispondere le proprietà delle bioplastiche a fine vita all’uso previsto, ad esempio nel settore delle plastiche agricole e nella biodegradabilità di alcuni materiali.
Infine, le innovazioni tecnologiche sviluppate nell’ambito dei progetti di R&S permetteranno di ottenere plastiche di origine biologica da rifiuti e co-prodotti, contribuendo così a migliorare la gestione dei rifiuti e a ridurre l’impatto ambientale.

