Come ogni anno, in occasione della conferenza della European Bioplastics Association sono stati presentati gli ultimi dati sul mercato delle bioplastiche nel 2020.
Stimata a poco più di 2 milioni di tonnellate, la capacità produttiva globale di polimeri biobased e/o biodegradabili (esclusi i PUR biobased) rappresenta poco meno dell’1% di tutti i polimeri prodotti annualmente. Nonostante la particolare situazione sanitaria, questi materiali hanno continuato ad espandersi nel 2020 e le prospettive sono incoraggianti, con una capacità destinata ad aumentare di quasi il 36% da qui al 2025.

BIOPLASTICHE NEL 2020, E POI?
Ancora guidato in particolare dalle miscele biodegradabili a base di amido, il mercato ha visto l’emergere del PP di origine biologica. Può essere utilizzato per un’ampia gamma di applicazioni e le vendite sono destinate ad aumentare in modo significativo da qui al 2025.
La domanda di PLA (acido polilattico), un polimero di origine biologica che può essere compostato a livello industriale, è esplosa negli ultimi anni, con conseguenti difficoltà di approvvigionamento. Tuttavia, un aumento della capacità produttiva negli Stati Uniti, in Asia e in Europa dovrebbe consentire di ampliare l’offerta.
Infine, i PHA (poliidrossialcanoati), una famiglia di polimeri altamente versatili, hanno continuato a svilupparsi, uno dei motivi per cui la capacità produttiva di polimeri biodegradabili è destinata a salire a 1,8 milioni di tonnellate entro il 2025 (attualmente rappresentano circa il 60% delle bioplastiche prodotte).

D’altra parte, quando si parla di polimeri biobased, rappresentati principalmente da polietileni e poliammidi, le previsioni per il PET sono in costante diminuzione a favore del PEF (polietilene furanoato). Il PEF ha proprietà praticamente identiche al PET, ma con migliori proprietà di barriera e termiche.
I biopolimeri sono ancora utilizzati in molti settori, tra cui l’imballaggio, il tessile, l’automotive e i trasporti, i beni di consumo e l’agricoltura e l’orticoltura. L’imballaggio (rigido e flessibile) è ancora il settore principale, con una quota di mercato di quasi il 47% nel 2020, pari a 1 milione di tonnellate.
Questi aumenti di capacità produttiva dovrebbero avvantaggiare soprattutto l’Europa, che è destinata ad aumentare la sua quota di produzione globale dal 26% al 28% entro il 2025.

MODIFICHE ALLA LEGISLAZIONE
Da diversi anni il governo francese sta approvando una serie di leggi volte a vietare o limitare l’uso della plastica, in particolare quella monouso. La legge anti-spreco per un’economia circolare (AGIEC), che è stata approvata ed entrerà in vigore nel 2020, contiene una serie di misure volte a regolamentare l’uso della plastica monouso.
L’ambizione del governo francese è quella di porre fine alla commercializzazione degli imballaggi in plastica monouso entro il 2040. Per raggiungere questo obiettivo, ogni cinque anni verranno fissati per decreto degli obiettivi di riduzione, riutilizzo e riciclo, con l’obiettivo di vietarne gradualmente l’uso. La legge fissa anche l’obiettivo del 100% di plastica riciclata entro il 1° gennaio 2025. Questo obiettivo si preannuncia complicato da raggiungere, vista la grande varietà di soluzioni in plastica presenti sul mercato e i canali di riciclaggio non sempre adeguati a questa diversità.
Oltre a queste misure, è stato ampliato l’elenco dei prodotti vietati dal mercato. Dal 1° gennaio 2021, i seguenti prodotti in plastica sono stati banditi dal mercato:
- Cannucce
- Bastoncini per mescolare
- Posate usa e getta
- Coperchi in vetro
- Scelte di bistecche
- Coriandoli
- Aste per palloncini
- Contenitori, bottiglie, bicchieri e tazze in polistirene espanso
- Bottiglie di plastica distribuite gratuitamente negli esercizi aperti al pubblico
Il risultato del lavoro della Convenzione dei Cittadini per il Clima, la “ Proposta di Legge sul Clima e la Resilienza ” sul cambiamento climatico e la costruzione della resilienza ai suoi effetti, è stato esaminato dal Consiglio dei Ministri il 10 febbraio 2021.
Il progetto di legge, che sarà presentato in parlamento all’inizio di marzo da Barbara Pompili, Ministro francese per la Transizione Ecologica, contiene 65 articoli destinati a influenzare tutti gli aspetti della vita quotidiana: consumi, produzione e lavoro, viaggi, abitazioni, alimentazione, oltre alla protezione legale dell’ambiente.
Sebbene le materie plastiche non siano esplicitamente menzionate in questo disegno di legge, alcune misure potrebbero avere un impatto su questi materiali; pertanto, tutti coloro che si occupano di materie plastiche seguiranno con attenzione i progressi di questo disegno di legge.
Informazioni su NaturePlast NaturePlast è un’azienda francese con sede in Normandia (Ifs – 14), specializzata in bioplastiche. Con oltre 10 anni di esperienza in questo settore, dispone del più ampio portafoglio di materie prime e composti di origine biologica e/o biodegradabile in Europa. Con la sua filiale BiopolyNov, inoltre, supporta i produttori dalla nascita all’industrializzazione dei loro progetti di innovazione. Grazie al know-how in materia di R&S acquisito nel corso degli anni, NaturePlast e BiopolyNov sono oggi esperte nello sviluppo e nella produzione di formulazioni per i clienti o per progetti di collaborazione.
