Deep Purple è un progetto europeo H2020 della durata di 48 mesi (bando: H2020-BBI-JTI-2018). Il consorzio è composto da quattordici partner provenienti da sei paesi dell’Unione Europea (Francia, Spagna, Austria, Danimarca, Italia e Regno Unito).
Perché i Deep Purple?
Stiamo perdendo un’enorme quantità di risorse preziose se non sfruttiamo appieno i nutrienti e i composti presenti nelle acque reflue e nei rifiuti organici. Ogni anno nell’Unione Europea vengono generati circa 138 milioni di tonnellate di rifiuti organici provenienti dal trattamento delle acque reflue e dai rifiuti urbani. Si stima che circa il 75% di questi rifiuti venga incenerito o sotterrato, il che rappresenta un enorme costo ambientale ed economico.
Ci sono ragioni di salute che giustificano questo mancato utilizzo. Ma la tecnologia è ormai pronta per estrarre composti preziosi dai rifiuti umani (come lo è stata per decenni da quelli animali), garantendo al contempo gli standard di sicurezza e la qualità necessari per un loro utilizzo sicuro.
L’obiettivo dei Deep Purple
L’obiettivo di Deep Purple è dimostrare la fattibilità e sviluppare una bioraffineria multipiattaforma versatile, integrata e flessibile. Verranno creati bioprodotti per vari settori industriali estraendo e migliorando composti ad alto valore aggiunto dai flussi di rifiuti urbani:
- Flussi di rifiuti misti,
- Raccolta differenziata dei rifiuti organici,
- Acque reflue,
- Frazione organica dei fanghi.

Il concetto di Deep Purple
Per raggiungere questo obiettivo, Deep Purple offre il trattamento integrato dei rifiuti organici urbani in un nuovo concetto multipiattaforma che consente il trattamento sinergico dei rifiuti urbani. L’uso vantaggioso dei rifiuti organici deriva da una combinazione innovativa di tecniche di recupero ottimizzate e di nuove soluzioni come il trattamento delle acque reflue con batteri viola fototropici (PPB) e la conversione del biogas.
Questi processi saranno utilizzati per recuperare i rifiuti organici urbani e garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di biomassa trasformata in prodotti ad alto valore aggiunto in vari settori industriali.
Il concetto sarà implementato dagli utenti finali in diversi comuni: Madrid (ES), Toledo (ES) e la regione Moravia-Silesia (CZ). I rifiuti organici (frazione organica dei rifiuti solidi urbani: 422 t/anno, acque reflue domestiche: 438.000 m3/anno) saranno trasformati in bioprodotti ad alto valore aggiunto: prodotti chimici fini (biocosmesi), fertilizzanti organici incapsulati, imballaggi di origine biologica e materiali da costruzione “auto-riparanti”.
PPB – il batterio fototropico viola che trasforma i rifiuti in oro
Daniel Puyol, responsabile scientifico di Deep Purple, stava lavorando in Australia qualche anno fa quando ha scoperto il PPB, un batterio viola fototropico, e la sua capacità quasi magica di estrarre composti preziosi dalle acque reflue e dai rifiuti organici. Rimase stupito e si propose di sfruttare questa proprietà in Europa.
Verranno sviluppate tre piattaforme tecnologiche e il loro funzionamento congiunto consentirà di riciclare i rifiuti organici:
- Piattaforma PPB: basata sull’uso di batteri fototropici violetti, è il cuore del sistema. Ricicla le sostanze nutritive e gli elementi carboniosi in biomassa arricchita e plastica di origine biologica.
- Piattaforma cellulosa: produrrà blocchi di zucchero per la produzione di poliesteri a base biologica e materiali da costruzione auto-riparanti.
- Piattaforma per il biogas: convertirà il metano in ectoina da utilizzare nei cosmetici.
Queste tre piattaforme lavoreranno insieme come fornitori di materie prime per l’industria, per creare fertilizzanti organici, additivi per il settore edile, prodotti bioplastici e cosmetici, tutti a partire dai rifiuti urbani.

NaturePlast in viola scuro
Nell’ambito di questo progetto, NaturePlast è responsabile del Work Package 4: applicazione industriale di materiali e prodotti. NaturePlast guiderà anche le operazioni di ricerca e sviluppo per la formulazione e la produzione di composti a base di PHA (poliidrossialcanoati) e CNF (nanofibre di cellulosa) prodotti dal progetto pilota. Grazie alla sua esperienza e alle attrezzature dedicate, è in grado di elaborare e caratterizzare i composti a base di PHAs e CNFs ottenuti dalla bioraffineria.
Informazioni su NaturePlast NaturePlast è un’azienda francese con sede in Normandia (Ifs – 14), specializzata in bioplastiche. Con oltre 10 anni di esperienza in questo settore, dispone del più ampio portafoglio di materie prime e composti di origine biologica e/o biodegradabile in Europa. Con la sua filiale BiopolyNov, inoltre, supporta i produttori dalla nascita all’industrializzazione dei loro progetti di innovazione. Grazie al know-how in materia di R&S acquisito nel corso degli anni, NaturePlast e BiopolyNov sono oggi esperte nello sviluppo e nella produzione di formulazioni per i clienti o per progetti di collaborazione.

“Questo progetto è stato finanziato dalla Bio Based Industries Joint Undertaking (JU) nell’ambito del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell’Unione Europea con l’accordo di sovvenzione n. 837998. La JU riceve il sostegno del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell’Unione Europea e del Bio Based Industries Consortium”.
