Le borse in bioplastica sono senza dubbio le applicazioni più note e visibili di questi materiali.
Al giorno d’oggi è difficile non notarli: bancarelle, piccoli negozi, supermercati – sono ovunque. I produttori stanno mostrando un rinnovato interesse per il loro utilizzo, dato che il settore è sempre più regolamentato e in molti casi soggetto a nuove leggi.
Dal momento che il 1er Nel luglio 2016, ad esempio, è stata vietata la distribuzione (gratuita o a pagamento) di sacchetti monouso con uno spessore inferiore a 50 µm, indipendentemente dal materiale utilizzato per produrli. Questo divieto si applica anche alle versioni realizzate con materiali biodegradabili e compostabili.
Dal 1gennaio A partire dal 1° gennaio 2017, questo divieto si applicherà anche ai sacchetti monouso utilizzati per confezionare i prodotti nei punti vendita, in particolare nei reparti ortofrutticoli dei supermercati, a meno che non siano compostabili a casa e contengano una percentuale minima di contenuto biobased.
I sacchi in bioplastica disponibili devono quindi soddisfare i requisiti relativi alla loro capacità di biodegradarsi nel compost domestico dopo l’uso e devono essere testati secondo lo standard NF T 51 800:2015 (o equivalente). Allo stesso modo, la percentuale di biomassa contenuta in questi sacchetti deve essere certificata (ad esempio secondo lo standard ASTM D6866) e si evolverà nel tempo. Attualmente la percentuale di carbonio biobased deve essere almeno del 30%, per poi passare al 40% entro il 1° gennaio 2010. er Gennaio 2018, 50% nel 2020 e 60% nel 2025.
I materiali bioplastici che oggi possono soddisfare questi requisiti sono spesso miscele di copoliesteri biodegradabili (non necessariamente di origine biologica) con cariche naturali comeamido o farine che conferiscono loro l’aspetto, la sensazione e l’odore caratteristici. Esistono altre possibilità per diversificare le soluzioni in termini di proprietà e trasparenza, pur mantenendo la capacità di essere lavorate con le attuali attrezzature industriali.
Per promuovere l’uso di sacchetti in bioplastica, che sono di grande utilità per la gestione dei rifiuti e per l’ambiente, ora è vietata anche la produzione, la distribuzione, la vendita, la messa a disposizione o la vendita di sacchetti (e di conseguenza di imballaggi) realizzati con materiali oxo-degradabili.
In altri casi (sacchetti di spessore superiore a 50 µm), il fatto che siano riutilizzabili dovrebbe essere sottolineato per promuovere la riutilizzabilità, oltre al fatto che non dovrebbero essere abbandonati nell’ambiente naturale.
Sebbene non rappresentino la maggioranza del mercato delle materie plastiche, in alcuni casi le bioplastiche possono diventare l’unico materiale autorizzato all’uso dalla legislazione vigente. Queste ultime stanno guidando sempre più la scelta dei materiali per queste applicazioni delicate.
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