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Plastica monouso: la situazione in Europa

Un messaggio tempestivo: Stop alla plastica! La plastica monouso non ha mai avuto così tanta pubblicità come nelle ultime settimane. Inorriditi dalla quantità di rifiuti di plastica che si trovano, soprattutto negli oceani, l’opinione pubblica e i governi hanno deciso di porre fine a questo fenomeno. Si stima che ogni anno vengano scaricati negli oceani […]

Un messaggio tempestivo: Stop alla plastica! La plastica monouso non ha mai avuto così tanta pubblicità come nelle ultime settimane. Inorriditi dalla quantità di rifiuti di plastica che si trovano, soprattutto negli oceani, l’opinione pubblica e i governi hanno deciso di porre fine a questo fenomeno.

Si stima che ogni anno vengano scaricati negli oceani dai 6,5 agli 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici. Si parla addirittura di un settimo continente, che crea un inquinamento senza precedenti e minaccia la biodiversità. Secondo alcuni studi, il 70% dei rifiuti di plastica presenti negli oceani proviene da una dozzina di oggetti monouso utilizzati ogni giorno.

 

Panoramica delle misure europee

 

Alla fine di maggio, l’Unione Europea ha presentato una serie di misure volte a ridurre l’uso della plastica monouso. Inizialmente saranno vietati gli oggetti che possono essere prodotti con materiali più resistenti. Si tratta di cotton fioc, posate, piatti, cannucce, bastoncini per mescolare le bevande e steli di palloncini. Gli Stati membri adotteranno poi misure per ridurre il consumo di contenitori di plastica per alimenti e bicchieri per bevande, fissando obiettivi nazionali, imponendo tasse o sostituendoli con prodotti sostitutivi.

Nella proposta di direttiva della Commissione Europea sono menzionate anche altre misure , come il raggiungimento di un tasso di raccolta del 90% per le bottiglie monouso per bevande entro il 2025, o la definizione di un’etichettatura appropriata che evidenzi il modo in cui i rifiuti vengono smaltiti e i loro effetti nocivi sull’ambiente. Informando e sensibilizzando i consumatori, è possibile aumentare la consapevolezza e modificare i comportamenti, consentendo di affrontare a monte i problemi di inquinamento generati dalla plastica monouso.

 

Plastica monouso

 

Plastica monouso: e in Francia?

 

In Francia sono già vietati i sacchetti di plastica monouso(articolo 75 della Legge n. 2015-992 sulla transizione energetica per la crescita verde) e le microsfere nei cosmetici a risciacquo(articolo 6 del Decreto n. 2017-291 dal 2018). Nel 2020 saranno vietati anche piatti, bicchieri e tazze (articolo 73 della Legge n. 2015-992 sulla transizione energetica per la crescita verde), così come i bastoncini ovattati per uso domestico con gambo in plastica (articolo 124 della Legge n. 2016-1087 sulla riconquista della biodiversità, della natura e del paesaggio). Oltre a queste misure già stabilite, all’inizio di luglio il governo ha illustrato il suo piano per preservare la biodiversità. Il piano, che si basa su sei priorità, elenca 90 misure volte a combattere l’erosione della biodiversità.

Queste misure, come quelle proposte dalla Commissione Europea, si concentrano sulla riduzione e sul divieto di alcune plastiche monouso, oltre che sulla raccolta e sul riciclo, in particolare delle bottiglie di plastica, sperimentando l’introduzione di depositi. Sono previsti anche piani per migliorare il recupero dei macro-rifiuti e delle particelle di plastica prima che inquinino il mare, utilizzando sistemi sperimentali.

 

Proposta di legge per relazioni commerciali equilibrate nel settore agricolo e alimentare e per alimenti sani e sostenibili accessibili a tutti

 

La legge Egalim è in fase di discussione. Sebbene sia stata adottata dall’Assemblea Nazionale il 14 settembre, è stata respinta in blocco dal Senato il 26 settembre. Il Senato ha criticato i deputati per non aver tenuto conto delle modifiche apportate.

L’articolo 11 ter ha suscitato particolari polemiche a causa dell’emendamento presentato dal deputato Jean-Michel Lambert, che stabilisce che “entro il 1° gennaio 2020 al più tardi, la disponibilità di tazze, bicchieri, piatti, cannucce, posate , bistecche, coperchi di vetro usa e getta, vassoi per i pasti, vaschette per i gelati, insalatiere, lattine e bastoncini per mescolare le bevande in plastica deve essere interrotta, ad eccezione di quelli che possono essere compostati”, posate, bistecche, coperchi di vetro usa e getta, vassoi per i pasti, vaschette per i gelati, insalatiere, scatole e bastoncini per le bevande in plastica, ad eccezione di quelli che possono essere compostati in casa e che sono realizzati, in tutto o in parte, con materiali a base biologica”.

Per l’industria della plastica, questo emendamento è mal formulato e inadatto alla situazione attuale. Con la sua formulazione vaga, prende di mira i prodotti monouso e i contenitori che possono essere riutilizzati e che sono attualmente utilizzati in settori diversi dalla ristorazione, come ad esempio le scatole portaoggetti o le confezioni per il trucco. Inoltre, la scadenza del gennaio 2020 sembra estremamente breve, lasciando ai produttori poco tempo per trovare soluzioni alternative e organizzarsi per soddisfare i requisiti della legge.

I rappresentanti dell’industria della plastica in Francia e in Europa ritengono che queste misure siano mal preparate e che sarebbe preferibile attendere la pubblicazione della direttiva europea nel 2019, per adattarla in consultazione con tutti gli attori interessati, in modo da limitare le conseguenze economiche e commerciali dell’attuazione della legge.

 

Quale ruolo per le bioplastiche?

 

Questi approcci dimostrano comunque la volontà del legislatore di lasciare spazio a soluzioni alternative piuttosto che vietare semplicemente l’uso della plastica di qualsiasi tipo.

Queste nuove restrizioni rappresentano un’opportunità per le plastiche biodegradabili di lasciare il segno. Infatti, offrendo materiali adeguati alle leggi in vigore, il mercato delle bioplastiche dovrebbe continuare a espandersi.
Questo è il caso dei sacchetti compostabili che, realizzati con materiali di origine biologica e compostabili nel compostaggio domestico, soddisfano lo standard NF T 51-800:2015, equivalente all’etichetta HOME COMPOST. Questo standard stabilisce i requisiti per le alternative ai materiali non conformi alla nuova legislazione.
Le bioplastiche possono essere utilizzate anche come alternative ai materiali utilizzati per le applicazioni monouso, come cannucce o cotton fioc. Inoltre, grazie ai rapidi progressi della ricerca e dello sviluppo, la gamma di applicazioni di questi materiali è destinata ad ampliarsi.

 

Informazioni su NaturePlast NaturePlast è un’azienda francese con sede in Normandia (Ifs – 14), specializzata in bioplastiche. Con oltre 10 anni di esperienza in questo campo, possiede il più ampio portafoglio di materie prime e composti di origine biologica e/o biodegradabile in Europa. Attraverso la sua filiale BiopolyNov, supporta inoltre i produttori dall’inizio all’industrializzazione dei loro progetti di innovazione. Grazie al know-how in materia di R&S acquisito nel corso degli anni, NaturePlast e BiopolyNov sono oggi esperte nello sviluppo e nella produzione di formulazioni per i clienti o per progetti di collaborazione.

Articolo del 31 agosto 2018 aggiornato il 01 ottobre 2018.